Segreti in tavola

25.09.2026
Capolavori senza tempo: Too Good To Go lancia una nuova campagna di sensibilizzazione sul valore del cibo visto attraverso l’arte. 
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Può un’opera d’arte insegnarci a non sprecare il cibo? In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, che si celebra il 29 settembre, Too Good To Go, l’app antispreco, lancia “Capolavori senza tempo”: una campagna di sensibilizzazione che mette in dialogo alcuni grandi capolavori della storia dell’arte con il cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole. Lo fa attraverso un’analisi realizzata da Elisabetta Roncati, consulente artistica e fondatrice di Art Nomade Milan che in questa puntata ci svela come l’arte ha sempre raccontato il nostro rapporto con il cibo e può aiutarci a comprendere anche lo spreco alimentare contemporaneo.  

Un accostamento tutt’altro che casuale. Per secoli, infatti, dipinti, incisioni, installazioni e video hanno raccontato il cibo come necessità, lavoro, rito familiare, simbolo di prestigio, abbondanza e memoria. Si parte dal Cinquecento, con il pasto semplice e quotidiano del “Mangiafagioli” di Annibale Carracci, e si attraversano le sontuose nature morte del Seicento, nelle quali frutta, selvaggina e merci esotiche diventavano segni di ricchezza e potere.

Tra Settecento e Ottocento, artisti come Chardin e Van Gogh riportano invece al centro il rito del pasto, il legame con la terra e la fatica necessaria per produrre il cibo. Nel Novecento, dopo le privazioni e la cultura del “non buttare”, industrializzazione, frigoriferi, confezioni e grande distribuzione trasformano radicalmente le nostre abitudini. L’abbondanza diventa quotidiana e il lavoro nascosto dietro ogni alimento sempre meno visibile.

In Italia sprechiamo ogni anno circa 8,1 milioni di tonnellate di cibo: più di 257 chili ogni secondo. Attraverso l’arte, Too Good To Go ci invita allora a cambiare prospettiva e a domandarci non soltanto quanto cibo buttiamo, ma soprattutto quando e perché un alimento smette di avere valore ai nostri occhi.