Le origini: chi ha inventato la parola “Vegan”?
La celebrazione ufficiale è nata nel 1994 per volere di Louise Wallis, allora presidente della britannica The Vegan Society, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’associazione fondata nel Regno Unito nel 1944.
Fu proprio nel 1944 che uno dei cofondatori, Donald Watson, coniò il termine “vegan” unendo le prime tre e le ultime due lettere della parola inglese vegetarian. Ma attenzione a non fare confusione:
- Vegetariano: esclude carne e pesce dalla propria dieta, ma ammette derivati come uova, latte, formaggi e miele.
- Vegano: elimina categoricamente qualsiasi alimento di origine animale, miele incluso, trasformando la scelta in una filosofia etica volta a evitare lo sfruttamento animale anche nella cosmetica, nell’abbigliamento e nei consumi quotidiani.
La straordinaria eredità vegetale dei piatti italiani
Spesso si pensa alla cucina vegana come a un insieme di preparazioni esotiche o industriali. Se ingredienti come tofu, tempeh, hummus e falafel sono ormai amatissimi a livello internazionale, la cucina regionale italiana offre da sempre capolavori gastronomici 100% vegetali senza bisogno di rivisitazioni[cite: 8]:
- La sostanziosa pasta e ceci e la ribollita toscana.
- La ricca caponata di melanzane siciliana.
- La fragrante farinata di ceci ligure cotta in teglia di rame.
- Gli iconici spaghetti aglio, olio e peperoncino, simbolo di semplicità e sapore.
Il vero segreto a tavola: mangiare vegetale non significa rinunciare al gusto, ma allenare la curiosità, scoprire nuovi accostamenti e valorizzare legumi, cereali, spezie e verdure di stagione.