Dalla Sardegna ai fiordi: la tendenza del vino subacqueo
L’affinamento sottomarino è una pratica che si sta sperimentando da un po’ di anni. Lo fanno in diversi posti in Sardegna e anche lungo la costa croata, dove queste location sono diventate persino mete per escursioni divertenti per i sommozzatori. Ma la vera notizia rivoluzionaria, quella che fa sgranare gli occhi ai puristi e incuriosisce noi amanti delle storie di cucina, arriva dalle langhe piemontesi per tuffarsi nel profondo Nord.
L’esperimento estremo di Enrico Rivetto
Il produttore Enrico Rivetto ha avuto un’idea a dir poco audace: ha preso 1.000 bottiglie di Barolo 2021 proveniente da Serralunga d’Alba e le ha portate nel mare del nord della Norvegia.
Ecco le condizioni estreme in cui questo grande rosso italiano ha riposato:
- Le bottiglie sono state inabissate a 34 metri di profondità
- Sono rimaste sott’acqua per ben 12 mesi
- La temperatura era costante, intorno ai 5-6 gradi
- L’ambiente era caratterizzato da buio totale e una pressione di 4 bar
Come cambia il sapore nel mare glaciale?
Dopo un intero anno bloccate nell’oscurità dei fiordi, le bottiglie sono state tirate fuori e assaggiate.. E qui arriva il bello, il vero segreto: il vino è rimasto più giovane rispetto a quello rimasto ad affinare tradizionalmente nelle cantine. contrasto affascinante tra la longevità proverbiale del Barolo e il tocco conservativo degli abissi glaciali.
Siete curiosi di fare un assaggio? Tutte le bottiglie sono state acquistate da Hurtigruten, una compagnia norvegese che organizza crociere nei fiordi.Quindi, se volete provare questo Barolo dal sapore unico e irripetibile, potrete farlo salendo a bordo e degustandolo direttamente nel mare glaciale.