I SEGRETI DEGLI INGREDIENTI
C’è un fungo che nei nostri boschi non passa certo inosservato: ha un gambo lungo e slanciato e un cappello che, quando si apre, sembra un piccolo ombrello. È la mazza di tamburo, uno dei funghi più curiosi e apprezzati della stagione autunnale!
Il suo nome scientifico è Macrolepiota procera e deriva proprio dalla sua forma: da giovane il cappello è ancora chiuso e ricorda la mazza utilizzata per suonare un tamburo.
Si tratta di un fungo spontaneo, che cresce soprattutto nei prati, nelle radure e ai margini dei boschi, spesso in ambienti luminosi. In Italia è diffuso in numerose regioni, dalle Alpi agli Appennini, e non ha un unico territorio di produzione, perché viene raccolto in natura e non è oggetto di una coltivazione commerciale significativa.
Il periodo migliore per cercarlo? Dalla fine dell’estate all’autunno, soprattutto tra settembre e novembre, quando le piogge e le temperature miti favoriscono la comparsa dei suoi grandi cappelli.
Ma quali sono i suoi segreti? La mazza di tamburo ha una carne chiara, tenera nel cappello, dal profumo delicato e dal sapore gradevole, con leggere note che ricordano la nocciola. Il gambo, invece, è fibroso e coriaceo, per questo generalmente viene scartato.
Dal punto di vista nutrizionale, come molti funghi freschi, contiene molta acqua, poche calorie, fibre e piccole quantità di proteine, oltre a minerali come il potassio e vitamine del gruppo B.
E in cucina? Qui arriva il bello! Il cappello, ampio e sottile, è perfetto da impanare e friggere come una cotoletta, ma è ottimo anche alla piastra, al forno, gratinato con pangrattato, aglio e prezzemolo oppure utilizzato per arricchire risotti e contorni. Attenzione, però: la mazza di tamburo deve essere identificata con assoluta certezza e consumata sempre ben cotta. Esistono specie simili, anche tossiche, con cui può essere confusa.
E allora il segreto lo stesso: se volete portare in tavola una mazza di tamburo, scegliete soltanto funghi controllati da un micologo, presso i centri della ASL. Perché la bontà comincia sempre dalla sicurezza!