Segreti in tavola
La vendemmia scandisce da sempre uno dei momenti più attesi ed emozionanti dell’anno agricolo, ma i calendari della tradizione stanno riscrivendo le proprie regole. Tra le vigne italiane ed europee, le operazioni di raccolta hanno preso il via con un anticipo straordinario, scattando già tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto. Un fenomeno che varca i confini nazionali: in Borgogna la vendemmia è partita ufficialmente il 13 agosto, battendo un primato storico che resisteva dal 15 agosto 1556.
A Segreti in Tavola, Maurizio Dattero— esperto degustatore e autore del libro Piacere Vino — ha fatto il punto sull’andamento delle uve e sulle sfide poste dal clima. All’origine di questo anticipo record vi è l’andamento meteorologico dell’annata, caratterizzato da una primavera avara di piogge seguita da un’estate particolarmente torrida, condizioni che hanno accelerato la maturazione zuccherina dei grappoli.
L’assenza di precipitazioni ha offerto un chiaro vantaggio fitosanitario: i grappoli si presentano sani, poiché la scarsa umidità ha limitato lo sviluppo di muffe, funghi e parassiti della vite. Tuttavia, il rovescio della medaglia riguarda le rese complessive. Le piante, provate dallo stress idrico e con poca linfa a disposizione per nutrire i grappoli, fanno registrare quantità decisamente inferiori alla media.
Sul fronte organolettico, le uve raccolte si distinguono per un’elevata concentrazione zuccherina, destinata a tradursi in gradazioni alcoliche sostenute — un profilo oggi meno ricercato dai consumatori, sempre più orientati verso calici freschi e agili. Il vero nodo critico è rappresentato dall’acidità. Il calore intenso tende a degradare l’acidità fissa, elemento fondamentale non solo per l’equilibrio gustativo, ma soprattutto per garantire la longevità e la tenuta nel tempo delle bottiglie. Il verdetto finale sui vini di questa vendemmia racconta quindi di rese contenute e ottima sanità dell’uva, mentre la reale capacità di invecchiamento si scoprirà soltanto negli anni a venire.